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PERCHÈ
MILANO POPOLARE

Milano Popolare nasce per chiedere ai tanti che non votano più, che non si sentono rappresentati dalle polemiche continue e dalle risse in tv, di tornare a occuparsi da protagonisti del bene comune. Non promettiamo paradisi assistenziali, ma spazi di libertà dove ognuno possa essere interprete in prima persona della risposta ai propri bisogni.
Vogliamo il rilancio di Milano dopo cinque anni di immobilismo, per questo sosteniamo Stefano Parisi.
Per farlo contiamo sul tuo sostegno… e sul tuo voto

LA NOSTRA MILANO

BELLEZZA

Scala, grandi Teatri, musei, mostre, otto università, moda e design.
Milano è una città di cultura.

Le 24 biblioteche rionali sono un patrimonio preziosissimo e un importante presidio sociale. Vanno valorizzate, bisogna tenerle aperte anche di sera in modo che siano un effettivo servizio per studenti e adulti. Milano è ricca di musei, ma ognuno fa per sé. Serve una cabina di regia, una Fondazione che metta i musei civici comunali in rete, con tariffe coordinate e vantaggiose per gli studenti, e in grado di razionalizzare le risorse pubbliche. Le 24 biblioteche rionali sono un patrimonio preziosissimo e un importante presidio sociale. Vanno valorizzate.

LA FAMIGLIA

Agevoliamo l’accesso ai servizi e le esenzioni fiscali per le famiglie più numerose o con la presenza di anziani.

Asili comunali: il Comune spende 900 euro al mese per ospitare un bambino nei suoi asili nido (e ci sono lunghe liste di attesa), mentre ne spende 603 per acquistare un posto in quelli convenzionati. Dotiamo ogni bambino di un voucher da usare nella scelta dell’asilo. Le famiglie saranno più libere, ci saranno meno liste di attesa e meno costi (tasse) per i cittadini. Welfare aziendale: il Comune può usare la leva fiscale per premiare le imprese che investono in welfare aziendale a sostegno delle famiglie.

SOLIDARIETA'

Il cuore è della gente, non delle istituzioni. La generosità, l’accoglienza, la condivisione del bisogno, la creatività sociale sono virtù dei milanesi che il Comune deve sostenere e incentivare.

Un servizio è veramente “pubblico” non perché erogato dal Comune, ma se è fruibile da tutti in modo efficiente, indipendentemente se chi lo fornisce è un soggetto pubblico o privato. Un esempio: oggi il Comune spende molto a beneficio di pochi, la consegna dei pasti a domicilio costa 3 milioni di euro e raggiunge 1.380 persone. Con 90.000 euro di contributi agli enti di assistenza e carità viene distribuito cibo a 56.000 poveri. 1.380 contro 56.000. Qual è il servizio più “pubblico”?

I GIOVANI

Scuola ed educazione: dall’asilo all’università, oratori, centri sportivi, nuovi luoghi di aggregazione.

Tante realtà sociali di doposcuola (dalle iniziative delle parrocchie a quelle del volontariato o del privato non profit) oggi non sono riconosciute per il ruolo pubblico che svolgono come presidio contro la dispersione scolastica. Il Comune deve convenzionare queste attività e finanziare la domanda dei giovani che le scelgono. Diritto allo studio: a Milano c’è una grande domanda di alloggio degli studenti universitari a cui già rispondono cooperative e iniziative di giovani che offrono servizi abitativi agli studenti. Vanno valorizzate e sostenute.

LE PERIFERIE

Il grande cuore di una città si vede nella cura che ha per tutto il suo territorio. Le periferie non possono essere considerate un problema, sono una risorsa.

C’è un degrado che avanza, ma nelle nostre periferie c’è una ricchezza umana e una potenzialità sociale che vanno riscoperte e sostenute nella loro espressione Le periferie non possono essere quartieri dormitorio devono diventare tanti cuori pulsanti di una Milano policentrica. Migliorare i trasporti e la sicurezza sui mezzi pubblici, tenere aperte anche di sera le 24 biblioteche rionali, riqualificare le case popolari inagibili e sfitte, lanciare un concorso pubblico per nuovi progetti urbanistici, che devono avere tre criteri: migliorare la qualità della vita.

SICUREZZA

Immigrazione: Milano non teme chi arriva in città in cerca di nuove opportunità per la sua vita. Sa che sono destinati a diventare milanesi, come la sua storia dimostra.

A tutti pone una sola condizione, la stessa di sempre: il rispetto della legge. Sicurezza: Non devono esistere nel territorio comunale zone off limits alla forza pubblica, siano essi campi rom o centri sociali o case popolari occupate abusivamente. Non deve più succedere che un anziano non possa allontanarsi da casa, anche solo per un ricovero in ospedale, per timore che gli occupino l'alloggio. C'è una norma (legge Lupi per la casa) che prevede niente allacciamenti, niente residenza ed esclusione dalle graduatorie ...

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INTERVISTE

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