Ncd in Regione diventa

Ncd in Regione diventa ‘Lombardia popolare’: non cambio formale

Il gruppo Ncd in Regione Lombardia cambia nome in ‘Lombardia popolare’. Il nome e il simbolo, fondo blu con un cuore giallo, uguale a quello della lista ‘Milano popolare’ per le elezioni comunali, sono stati presentati oggi a Palazzo Pirelli. “Non e’ cambio formale”, affermano gli esponenti, che al presidente della Regione Maroni chiedono l’attuazione delle riforme

“Con la nascita di Lombardia Popolare ci poniamo come promotori di una nuova proposta politica che allarga i suoi orizzonti non solo alle esperienze politiche di tradizione cattolica, liberale e socialista, ma soprattutto alla ricchezza della società civile e a tutto quell’elettorato moderato che oggi non si ritrova in nessun soggetto. L’esperienza di Milano ci ha dimostrato, infatti, la necessità di un cambio di passo per non rassegnarsi ad un passato che non può tornare”. Con queste parole il capogruppo di Lombardia Popolare, Angelo Capelli, e il coordinatore lombardo, Alessandro Colucci, hanno annunciato la nascita in Regione del nuovo gruppo Lombardia Popolare a cui hanno aderito gli attuali consiglieri del Nuovo Centrodestra. Alla conferenza di presentazione della nuova squadra regionale erano presenti anche Maurizio Lupi, capogruppo di AP alla Camera, Matteo Forte, consigliere di Milano Popolare, e Alessandro Bramati, Presidente del Municipio V di Milano.

Per questioni legate a tempi tecnici domani durante la seduta del Consiglio regionale i consiglieri potrebbero essere ancora sotto le insegne di Ncd. In Regione con il cambio di nome i centristi chiedono al presidente Roberto Maroni di “superare la timidezza nell’attuazione delle riforme”, soprattutto quella della sanita’, ha spiegato il capogruppo Angelo Capelli.

“I prossimi diciotto mesi – conclude Capelli – saranno decisivi per dimostrare ai lombardi che siamo capaci di fare del buon governo e non solo che abbiamo tenuto vivo un modello di eccellenza. In questa prospettiva il cambio di passo è anche una sveglia per i nostri alleati e il presidente Maroni affinché in Regione Lombardia si compia un’accelerazione di cui sentiamo il bisogno, sia approvando nuovi provvedimenti sia superando la timidezza nell’attuazione delle riforme, a partire dalla sanità e dalla casa. Molti sono i temi, infatti, ai quali crediamo sia necessario con urgenza mettere mano; a partire da quello della famiglia, con la nostra proposta di introdurre il Fattore Famiglia, sino al tema decisivo della disoccupazione giovanile, senza dimenticare l’autonomia regionale, intesa come federalismo autenticamente applicato, e l’innovazione amministrativa”.

“Le elezioni milanesi – ha detto Colucci – hanno dimostrato che è possibile creare un nuovo progetto politico quando si pone al centro i contenuti e si scegli un candidato capace di fare sintesi. Solo attraverso questo metodo è possibile, infatti, trasformare le differenze, tra i diversi movimenti e partiti, in una ricchezza e non in un elemento di divisione. Oggi non assistiamo ad una semplice operazione di maquillage, infatti, oltre a evolverci da Ncd a Lombardia Popolare, diamo vita a una nuova organizzazione del partito regionale, perché solo così possiamo compiere quel cambio di passo necessario a smuovere l’area moderata dall’immobilismo e creare un’alternativa concreta e nuova alla sinistra e al grillismo”.

“Tra 18 mesi si torna a votare le per la Regione: usiamo questi mesi per fare buon governo”, ha detto Lupi, sottolineando che la Lombardia puo’ essere “il luogo della rigenerazione di una proposta liberalpopolare che guarda la futuro”, a patto che “ognuno risolva le sue contraddizioni”, citando in particolare la Lega Nord, divisa a suo dire tra un ‘modello Milano’ e un ‘modello Salvini’. Tre in particolare le questioni sulle quali i centristi chiedono “un cambio di passo” al governatore Roberto Maroni: l’attuazione della riforma della sanità, iniziative per lo sviluppo economico e l’innovazione e il capitolo legato alla famiglia. “Noi vogliamo utilizzare questi 18 mesi – ha aggiunto Lupi – per portare avanti un buon governo e incalzeremo l’azione di Maroni con contributi positivi”.

“Vogliamo capire – ha concluso Lupi – se anche gli altri amici ci stanno a far diventare la Lombardia il laboratorio di un centrodestra che guardi al futuro”, lanciando un messaggio a Lega e Forza Italia. “Noi abbiamo dato un’accelerazione da questo punto di vista e chiediamo a tutti di farlo”, ha detto l’ex Ministro. Secondo Lupi infatti ognuno deve guardare “alle contraddizioni al proprio interno che sono evidenti”.  In particolare, ha detto “la Lega deve chiarire se è quella che ha appoggiato Parisi e il modello Milano o  quella per la Brexit e contro l’Euro di Salvini”.

“Milano Popolare ha garantito l’anima liberal popolare del programma e della proposta politica alternativa alla sinistra di Stefano Parisi. Noi vogliamo continuare questo percorso cominciato con le elezioni amministrative”: con queste parole Matteo Forte, consigliere comunale d’opposizione, commenta la nascita anche nel Consiglio regionale del gruppo Lombardia Popolare. “La nostra è la terza forza politica della colazione che ha sfidato Sala perché è stata percepita come una novità, non solo in termini di grafica, ma anche in termini di candidature che hanno saputo andare oltre il perimetro di un solo partito ed hanno aperto a rappresentanti delle categorie, a professionisti, a giovani manager e ad esponenti delle comunità straniere”.

Prosegue ancora Forte: “Anche in termini di contenuti abbiamo dato il nostro contributo alla proposta politica e al programma di Stefano Parisi; penso alle politiche sociali dove abbiamo affermato il principio secondo cui il Comune non si deve occupare di tutto ma limitarsi ad aiutare chi aiuta, oppure al tema della libertà di educazione riconoscendo il contributo pubblico delle paritarie private e la libertà di scelta delle famiglie. Dobbiamo continuare su questa strada collaborando con le forze moderate presenti a Palazzo Marino e nei Municipi interessate a rigenerare una proposta politica coerente con il programma votato da 250mila milanesi”.

Conclude il consigliere comunale di Milano Popolare: “Non c’è miglior definizione per descrivere il percorso iniziato che quella data da Parisi stesso in un’intervista di venerdì scorso: ‘Non parlerei più di destra o sinistra, sono modelli ormai passati dove non possiamo più rinchiuderci, meglio liberal-popolari’.”

“Buon lavoro a Lombardia Popolare, la cui nascita segna un nuovo inizio e insieme una prosecuzione al lavoro e all’impegno dei liberalpopolari nella società come nella politica”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale ed esponente di Ncd-Area popolare, Raffaele Cattaneo. “In Regione Lombardia per il centrodestra serve un rilancio dell’azione amministrativa e di governo: a 18 mesi dalle elezioni regionali occorre accelerare nel processo di rinnovamento con l’obiettivo di presentare un programma di governo convincente e pronto alle nuove sfide. Il modello Milano ha dimostrato di saper funzionare bene e portare risposte a chi non si riconosce né nella sinistra, né nei movimenti di protesta e nessuna proposta”

“Anche in Europa – ha concluso Cattaneo – questo modello, che affonda le proprie radici nel solco della tradizione del Partito popolare europeo, risulta essere maggioritaria e vincente. Lombardia Popolare deve restituire voce a quest’area che oggi vuole avere spazio e vuole partecipare attivamente. Un’offerta politica che quest’area non trova e che Lombardia popolare vuole e sa rappresentare”.